Trust your gut

Ho letto da qualche parte che, quando ti trovi davanti ad un bivio e sei costretto a prendere una decisione, puoi capire quasi subito se ciò che hai deciso sia giusto o sbagliato dalla reazione istantanea che il tuo corpo trasmette.
Mi spiego meglio,con tutte le variabili del caso ovviamente: mettiamo il caso abbiate una paura matta delle montagne russe e vi trovaste li davanti ad osservarle e a dibattere con voi stessi se sia il caso di salire su quell’attrezzo strano o meno, mettiamo il caso decidiate di salire, allacciate le cinture, l’adrenalina a quel punto sale e sale sempre di più, siete anche eccitati dall’idea di provarla, il vostro corpo attraverso adrenalina ed eccitamento, emozioni che caricano, emozioni in un qual-modo positive, vi sta dicendo che (probabilmente) la scelta sia stata giusta.
Adesso immaginiamo il contrario; vi sedete, allacciate la cintura, e iniziate a tremare,immaginare scenari disastrosi e le uniche cose a l’unica cosa a cui pensate è un modo per tirarvene fuori, ecco qui, panico e spavento, emozioni negative, vi stanno dicendo che forse sarebbe stato meglio stare non salire affatto.
Esiste un terzo scenario: decidete di non salire proprio e restate li a guardare cosa succede e nel frattempo iniziate ad avere dei pensieri su come sarebbe stato se….se foste saliti, se foste stati più coraggiosi, se la decisione fosse stata diversa.
Ecco, quella è un’altra emozioni che il vostro corpo o la vostra mente vi sta mandando, forse la realtà è che avreste voluto salire su quelle montagne russe.
Quarto ed ultimo scenario: avete ormai deciso di non salire, le guardate dal basso, mentre tutti urlano e si trovano a testa in giù e ad un certo punto avete queste sensazione di leggerezza quasi, di sicurezza di certezza che si, quella è stata la decisione giusta da prendere.
Non vi piacciono proprio quelle attrazioni.

Il nostro corpo in un modo o nell’altro manda dei segnali, cerca in tutti i modi di indirizzarci verso, almeno la comprensione che la decisione presa sia stata quella giusta o sbagliata, sta a noi saper cogliere queste sensazioni, perché purtroppo non sempre siamo ben predisposti ad accettare.
L’essere umano, nonostante sia un essere pensante, difficilmente riesce davvero a pensare e ragionare in ambiente totalmente neutro, purtroppo in un modo o nell’altro siamo condizionati da ciò che la società vorrebbe o da quello che la società pensa esser giusto o sbagliato:
“Non puoi avere questo atteggiamento in questa situazione”
“Non dovresti esser felice se questa cosa è accaduta, è tristissima”
“Non puoi buttare nel cesso 20 anni così”
“Non dovresti esser così tranquilla in questa occasione di panico”
“Ma come fai a ridere se tutto sta andando a rotoli?”
Ma esattamente chi è che dice quando un atteggiamento sia giusto?Ovviamente ci sono anche qui le variabili del caso (che comunque sia a mio avviso si tratta sempre di stereotipi creati sulla base di un emozione madre, la più comune).
Avete mai fatto caso che quando qualcuno reagisce in modo inaspettato o diverso è chiamato “pazzo”?

Il 2020 è iniziato da poco e mi rendo conto che le emozioni che sto vivendo sono completamente opposte alle aspettative di chiunque, persino alle mie. Piano piano tutte le certezze e i punti stabili della mia vita da anni ed anni vanno giù come birilli al bowling, e mentre prima avrei fatto di tutto, persino distruggere me stessa pur di salvare quei birilli, adesso chi lancia la boccia sono proprio IO, e non faccio assolutamente nulla per fermala, li vedo andare giù, li vedo cadere ma non voglio neanche risollevarli, non ho nessun motivo che mi dica “ne vale la pena”.

Sono li ferma a guardarli e proprio come dicevo prima, vedendoli cadere quasi autonomamente, non esiste resistenza, non esiste volontà di restare, di lottare, anzi quasi si trova la scusa per cadere e poi dare la colpa alla boccia ovviamente,in quel momento provo un senso di liberazione, di leggerezza, come una piuma…quasi mi fossi tolta un peso che trattenevo da troppo tempo, forse anche per abitudine;

Evidentemente non mi ero mai accorta fino a quel momento cosa fosse realmente giusto per me.
Esiste un momento della vita, in cui tutto si trasforma, in cui i colori cambiano diventando più nitidi, tutto è in HD e i tasselli si mettono al posto giusto da soli e in quel momento capisci di avere avere tenuto gli occhi chiusi, perché? per svariati motivi, per amore del rapporto, per amore dell’amicizia per amore di lui/lei, per amore di qualunque cosa,per amore della speranza che qualcosa cambi, ma non di certo per amore verso te stessa, tutto gira attorno lo stesso concetto e la stessa domanda: Ti stai amando?
Perché in fondo, qualunque decisione deve esser presa rispondendo ad una semplice domanda.
Ti stai Amando?
Puoi tenere duro tanto tempo, anni, tutta la vita forse ma non sarai mai appagata totalmente, ti sentirai sempre incompleta, ci sarà sempre qualcosa che ti tormenterà e diventerà sempre più pesante da portare, ecco spiegato il senso di leggerezza quando lasci andare.
Con il tempo impari davvero a reagire e viverti la vita in maniera diversa, impari a scegliere seguendo il tuo istinto, ascoltando di più il tuo corpo, quello che ti dice, e soprattutto mantenendo le tue idee di fronte gli altri, a costo di sembrare pazza o fuori dagli schemi, schemi che comunque la società ha creato in maniera del tutto arbitraria sulla base del nulla.

Avete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. Per esempio Pitts, se la prende comoda, tanto prima o poi arriverà. Invece Cameron sta penando “andrà bene? Forse si, ma certo. O forse no, chi lo sa?” E il nostro Overstreet è mosso da profonda passione…Lo sappiamo tutti, non è vero? Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del conformismo, la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte gli altri.

L’attimo Fuggente

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