Il gioco dei Perché

Ho 30 anni.
Giorno 8, era il mio 30° anno di vita e ancora non ho ben metabolizzato questo numero, questa nuova risposta.
Prima la classica risposta era “sto per fare 30 anni” ma il peso era diverso, non sentivo nulla di diverso, mi sentivo ancora sulla decade dei 20.
Adesso la decade è cambiata, la consapevolezza di aver superato quella ed esser entrata in un’altra.

Ripensando a tutti gli anni precedenti, mi rendo conto di quante cose siano cambiate in così poco tempo.
E’ praticamente cambiato TUTTO.
Le consapevolezze che avvengono all’improvviso, quando per un istante metti il mondo in pausa e inizi a chiederti se chi hai attorno è davvero ciò che ti meriti, se l’amore che stai vivendo è l’amore che ti meriti, se le amicizie che hai sono quelle che ti meriti, se ti stai amando come ti meriti!!!
E allora inizi a pensare e renderti conto che, NO, non ti stai amando come meriteresti, quindi ti fermi e inizi quel giochino che ti piace tanto,
Si chiama Il gioco dei Perché
Ho iniziato a fare questo gioco anni e anni fa, in un momento complicato della mia vita, era il 2009, un anno difficile sotto tutti i punti di vista, ricordo di aver cercato le braccia di mia madre, quel giorno, lei mi fece ascoltare una canzone “Il Giorno Di Dolore che uno ha” (Ligabue), poi mi disse una frase che non potrò mai dimenticare, mi disse:
Ricomincia da TE!
Lei disse:
“Quando ti senti sola, quando pensi sia tutto perso, in realtà è proprio il momento in cui devi farti forza e devi ricominciare a costruire qualcosa, e il modo migliore è ricostruendo te stessa, non perché tu sia sbagliata ma perché ciò che hai vissuto ti ha portato un po in frantumi.
Allora ricomincia da TE!!”


Mi rendo conto che quando arrivo a giocare è perché ho troppe cose da capire e troppe cose di cui devo esser consapevole; in pratica consiste in una serie di domande, io uso i Perché, perché richiamano la curiosità dei bimbi quando iniziano a scoprire il mondo, quando ti tartassano di domande senza sosta finché arrivano ad un punto in cui le domande finiscono, Ecco! questo è lo scopo: Tante domande, una di seguito l’altra finché non sei soddisfatto, finché sei sfinito e non hai più nulla da chiedere a te stessa, esiste una sola regola:
NON PUOI MENTIRE, DEVI ESSER SINCERA AL 100%
Si tratta di domande e risposta con te stessa, quindi non corri nessun pericolo di ferire qualcuno. Devi sentirti pronta, anche ad accettare una parte di te stessa che forse non ti piace, una parte forse troppo vulnerabile, forse subdola, forse troppo tenera o forse troppo debole, qualcunque cosa ne venga fuori devi esser pronta comunque. Il tuo Ego, in quel momento deve smettere di esistere, per venire a capo di qualcosa devi vedere tutto il panorama a 360°, anche quello che vorresti evitare, va visto e va analizzato.



Facendo così, ho capito tante cose, ho capito che i problemi che gli altri hanno con loro stessi non posso risolverli io.
Ho capito che se qualcuno ha di base problemi di fiducia con le persone, nonostante tu possa fare tanto, non sarà mai abbastanza questo ti porterà a sentirti sempre non all’altezza e in difetto.
Ho capito che, tante volte, la cattiveria è vestita da caramella al cioccolato, quella alla quale non sai dire di no. Che nonostante ti faccia male ripetutamente, continua a volerne sempre.
Ho capito che, tante persone sono contente e ti stanno accanto quando tutto è una merda, la merda si divide bene, la felicità però non è da tutti condividerla. Non si accetta facilmente la felicità altrui.
Non può stare bene ed esser contento uno che fino a ieri navigava nella merda con me.
Ho capito che, quando qualcosa si rompe, si può costruire mille e mille volte, e può diventare più forte e bello di prima, ma le crepe ci saranno sempre, bisogna capire come si è rotto, dove si è rotto, bisogna esser in grado di guardare oltre di lasciare alle spalle il passato e farne tesoro, perchè non il rancore e la rabbia, non si causa altro ma altre crepe che poi, purtroppo saranno impossibili da coprire.
Ho capito che il rispetto, non è una cosa che devi chiedere, chi ti ama, chi dice di amarti, ti rispetta, sempre. Come essere umano e come Amico, Parente, Conoscente, Fidanzata, Moglie, Marito. Il rispetto non va mai chiesto e se arrivi a chiederlo, se arrivi a spiegare cosa sia il rispetto, allora qualcosa non va bene.
Ho capito che, a volte, tenere stretto è più doloroso che lasciare andare, perchè tenere stretto qualcosa che non senti più tuo, non senti più vicino significa restare aggrappati ad un passato che esiste solo nella tua mente, che esiste solo in un luogo remoto della tua fantasia e resterai perennemente delusa da ciò che hai nella realtà.
Ho capito che, fa male, fa malissimo, ricordi, tutto parla di vita vissuta, di vita passata. Ma, esiste un tempo per ogni cosa ma alla soglia dei miei 30 ho capito che avrei dovuto cambiare qualcosa, avrei dovuto amarmi di più, non avrei più dovuto sentirmi non all’altezza, non avrei dovuto più sentire storie sulla poca fiducia, su “questo è meglio di te” o su “mi sento estranea quando ti sto vicino”, non sono cose che posso risolvere io, ne voglio farlo. Per tanto tempo ho provato.
Mi sono arresa, ho scelto me stessa Per Me Stessa!

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