Month: January 2019

Saturazione massima.

Saturazione massima.

Arriva un momento nella vita in cui giungi al tuo punto di massima saturazione.

Hai provato ad essere stoica a dire a te stessa “la vita è fatta così, se va così è perché deve andare così” e probabilmente è anche vero, se la vita va così, sicuramente il motivo principale è perché doveva andare così, altrimenti sarebbe andata in maniera diversa giusto? Ma arriva un momento, e lo senti quando arriva perché, tremi perché senti di scoppiare perché hai un peso enorme che ti scende lungo tutto il corpo,perché senti il tuo cuore squarciato, lo senti gocciolare proprio, perché senti di dover mandare tutti a fanculo ed uscire da questo cazzo di guscio infinito che ti stringe, quando arriva quel momento sai che non ne puoi più di niente ne di nessuno e vuoi stare con te. Sai che chi ti può aiutare sei tu, solo te stessa. Sei solo tu. E pensavi di impazzire senza tizio o senza caio, ma impazzire per cosa?? Per chi?? Perché????

Io il mio punto di saturazione massima lo conosco fin troppo bene, e non voglio arrivarci mai. Lo rimando all’infinito, ferendo me stessa all’infinito, ma preferisco così piuttosto che altri. Ma ad un certo punto arriva. E sfuggire è impossibile, una volta aperto il vaso di pandora, tutte le emozioni che hai cercato di domare vengono fuori in una sola volta….e allora che fai….??

………semplicemente respira.

In My Dreams

In My Dreams

Oggi è stata una giornata difficile. In realtà lo è stata tutta la settimana, ok forse tutto il mese.
Ma sembra le cose stiano piano piano ordinandosi di nuovo.
Comunque, quando la giornata per me è difficile faccio due cose:
Mi dedico a me stessa, che so, mi sistemo lo smalto, le sopracciglia, i capelli, qualunque cosa.
Oppure, cerco di distrarmi con un film. Uno qualunque in realtà nessuno in particolare.
Oggi, ero talmente nervosa che ho sistemato lo smalto guardandomi un film. 2 in 1.
Ho scelto un film a caso davvero, non ho scelto per la copertina, per la trama o per i disegni, ma perchè il titolo mi intrigava “In My Dreams”.
Questa settimana ho un rapporto difficile con il mio sonno e forse per questo ho scelto questo film, chi lo sa.
Parla di una fontana magica, di due ragazzi che esprimono un desiderio lanciando la solita monetina, le due monetine cadono in acqua l’una sull’altra e per 7 notti di fila, sognano il loro vero amore.
I sogni però sono così reali che loro ad un certo punto non vedono l’ora di addormentarsi per ritrovarsi per vivere quelle ore di amore e spensieratezza dove tutto è possibile.
Presto però, si rendono conto che un sogno resta tale se non si fa qualcosa per renderlo reale e allora invece di soffrire preferiscono affrontare la realtà e allontanarsi.
L’ultima notte a disposizione, nessuno dei due si addormenta per paura di sognare.
L’8° giorno, qualcosa scatta ed entrambi capiscono che devono agire, altrimenti la magia potrebbe presto svanire, girano in lungo ed in largo, si mancano per un soffio più volte, finchè, ovviamente, si ritrovano, e vissero tutti felici e contenti.
Ovviamente si tratta di un film e quindi, il finale perfetto ci sta così come l’intreccio e la trama piuttosto scontati.
Ma il punto è un’altro per me.
Fino ad oggi, una sola cosa mi ha realmente spaventato ed è un libro, bhe forse non proprio spaventato ma mi mette ansia ed agitazione
“La Profezia di Celestino”
libro consigliato su una panchina di fronte al mare alle 4 del mattino, confidando di essermi perdutamente innamorata di una persona in un modo assolutamente insolito e senza assolutamente capire perchè e per come questo possa esser capitato, cercando forse una spiegazione logica o qualcosa che si avvicini alla logica ascoltando le mie stesse parole.
La faccio breve o ci provo….
Le coincidenze non esistono, Il caso non esiste e tutto ciò che a noi sembra essere una coincidenza è in realtà un modo alternativo dell’universo per portarci verso qualcosa e non importa quanto noi possiamo cercare di evitare o scappare da queste perchè tanto torneranno sempre.
Parla del potere e dell’energia aurea che ognuno di noi ha e che senza neanche saperlo emana ed è in grado di influenzare le persone che ti sono attorno positivamente o negativamente.
E adesso dopo un libro, ho trovato un film capace di mettermi la stessa agitazione.

Da settimane, chiudo gli occhi e mi ritrovo in un mondo parallelo dal quale non voglio mai svegliarmi.
Non è un sogno normale, che tu fai e capisci di essere in un sogno e consapevole continui, no….Io penso di vivere, di svolgere la mia vita serenamente, solo con una piccola aggiunta. con qualcosa che qui mi manca. con qualcosa che mi dia quella pienezza che ad oggi manca. e manca tanto. io sento i profumi, sento al tatto, vivo e basta. ma nel mio mondo parallelo che non ho però richiesto, un mondo dal quale anche quando ti svegli devi prima aspettare di realizzare dove in realtà ti trovi perchè pensi di essere da tutt’altra parte in un contesto totalmente diverso. In una vita, uguale, ma diversa.
Con sentimenti, uguali, ma diversi.
E’ capitato la prima volta e non capivo cosa fosse, è capitato di nuovo ed ero contenta, la terza volta avevo paura, paura di addormentarmi perchè sapevo fosse solo un sogno e sapevo cosa il risveglio avrebbe comportato.
Una consapevolezza, una consapevolezza che ad occhi aperti quella mancanza cè e non puoi far molto per rimediare.
Ad occhi aperti devi realizzare ancora ed ancora cosa succede.

Nei sogni ti rifugi un po, crei il tuo piccolo mondo dove tutto può succedere ma è un mondo che sei tu a gestire, ne sei il creatore e puoi stropicciarlo quanto vuoi.
In questo invece, sei un burattino.
Il mondo è già stabilito, E’ LO STESSO DOVE TI TROVI ADESSO.
Quello che succede è già li, E’ LA TUA ROUTINE NORMALE SENZA TROPPI STRAVOLGIMENTI.
Solo che li, non manca nessuno, ci sono tutti, proprio tutti.
Bhe, comunque, tutto questo papelo per dire che, il libro parla di coincidenze e degli scherzi che il destino a volte fa, che poi in realtà coincidenze non sono, che tutto è collegato tra di loro nel grande schema universale che tutto converge esattamente a dove dovrebbe che tu lo voglia o no.
E all’improvviso mi capita, PER CASO, un film, che tratta esattamene di ciò che sto affrontando (in cui il personaggio secondario ha un nome che, non ho mai smesso di sentire da…..1 anno e 4mesi e inizio a pensare davvero si tratti di uno dei 7 figli di Satana)….I Sogni che Sogni non sono perchè ti sembrano essere troppo reali. Non capisco neanche dove sia il punto di tutto ciò, forse avevo solo dei pensieri in mente e avevo bisogno di tirarli fuori. O forse, cè un motivo particolare che mi ha spinta a scrivere che ancora io non conosco.

Oppure,
Sono solo Folle.
Probabile io lo sia.

…..ma…..chi non lo è?

With Love.

Power and Energy

Power and Energy

“…Most of us, though speak withouth thinking at least some of the time, blurting out our feelings and thoughts without much regard for the words we choose to express them. When we remind ourselves that our words have an impact on the world at the level of energy, we may find within ourselves the desire to be more aware of our use of languages”

Ogni giorno ricevo delle mail, con scritto qualcosa di questo genere…si chiama DailyOm, è breve, scritto in maniera piuttosto semplice e soprattutto sono pochissime righe che però ti portano ad una serie di pensieri infiniti che spesso ti accompagnano durante tutta la giornata.
Oggi, questa in particolar modo mi ha colpita e mi ha dato molto su cui riflettere, perché è qualcosa in cui mi imbatto quasi giornalmente.
Le parole, e il loro potere.
Ultimamente soprattutto, ho ricevuto delle coltellate non poco piccole.
Ora, non mi dilungo sulla mia vita privata perchè sarebbe la storia infinita, ma, con il tempo ho imparato ad incassare piuttosto bene, ciò nonostante feriscono lo stesso.
Perchè si può esser nervosi, si può aver fretta di esprimere il proprio pensiero e quindi lo si dice esattamente come si pensi senza in realtà pensarci troppo, ma, le parole pronunciate una volta dette, non puoi ritirarle non puoi prenderle indietro e cambiarle perchè sono ormai state dette ed ascoltate, sono ormai dentro di te, sono tue e il tuo cervello le sta già elaborando ancor prima tu possa dire o pensare di chiedere “come scusa?”
Forse dico una stronzata, ma le parole feriscono più di una coltellata, perchè ad un certo punto quella guarisce e passa, certo resta la cicatrice come ricordo indelebile, ma passa e con il tempo passa anche la sensazione di dolore che si prova, forse viene un brivido al solo pensare ma il cervello umano è portato a dimenticare le sensazioni traumatiche per puro istinti di sopravvivenza, una parola che ti ha ferita particolarmente, una parola detta sbagliata, non passa, anzi ti resta dentro ogni qualvolta la sentirai e per usare lo stesso esempio, ogni volta che ci penserai sarà una coltellata esattamente come la prima volta.
Si impara a conviverci, si impara ad “colpire” sempre lo stesso punto così da creare dei “calli” e sentir meno dolore, ma…sentirai sempre quel colpo.

Probabilmente, questo è il motivo per cui ho molte volte difficoltà nello scrivere, conosco bene il potere delle parole e l’impatto che possono avere in una persona e spesso i miei post (almeno le mie bozze) sono duri e crudi e possono ferire, ferire davvero.
Scrivo ciò che penso,è vero e per questo forse non dovrei curarmi dei sentimenti delle persone, non dovrebbe essere compito mio almeno, ma purtroppo riconosco l’immenso potere che hanno le parole, scritte soprattuto e temo quasi di pubblicare i miei post per l’impatto che questi potrebbero avere.
E’ vero che non bisognerebbe troppo stare a preoccuparsi di non ferire i sentimenti di ogni persona su questo pianeta, sarebbe un compito decisamente impossibile, ma penso anche che avere una certa consapevolezza dell’arma che hai a tua disposizione ti possa forse far riflettere prima di usarla.
Se hai una mazza con te, non significa che puoi colpire chiunque ti capiti a tiro.
Forse, prima di dire qualcosa che potrebbe risultare sconveniente dovresti rifletterci su un po di più.
I famosi 10 secondi canonici prima di dire qualunque cosa, soprattutto se hai di fronte qualcuno a cui tieni.

La Lingua, La Parola sono armi ma queste, al contrario di TUTTE le armi che in quanto tali feriscono, possono guarire, possono salvare, possono aiutare, possono dare vita, possono incoraggiare, possono aprire gli occhi.
Double-Edged Sword

Come usarla lo scegli tu.
Pensa.

Una Semplice Parola.

Una Semplice Parola.

Sentivo semplicemente il bisogno di scrivere e per la prima volta, non per me stessa, e forse neanche per te, non lo so perchè, davvero non lo so, ma a volte il rumore dei tasti e i pensieri che riescono ad essere così fluenti all’improvviso mi aiutano tanto e allora scrivo e scrivo senza interruzioni, forse senza punti forse qualche virgola, non lo so perchè non sto neanche controllando, non sto neanche correggendo.
Sai, tu sei la prima persona che va via. Nel senso che va via davvero, nel senso che devo abituarmi all’idea che tu non ci sia più, a volte mi sembra una cosa naturale, spesso mi ero detta che sarebbe successo prima o poi, spesso avevo cercato di prepararmi a questa eventualità, e credevo davvero di esser pronta. ma poi, sei stato male, io non potevo venire per un esame del cazzo e mi ero ripromessa che finito questo esame sarei venuta ogni giorno da te e così ho fatto, forse non ogni giorno ma a giorni alterni, è che mi faceva male nonno vederti in quel letto, per quanto facevo la forte mi faceva male davvero e uscivo da li con l’idea di averti perso già, guardavo i tuoi occhi, assaporavo ogni secondo, tenevo in mente ogni singola ruga della tua fronte e del volto. Il tuo modo di fare,, la tua forza nonostante anche tu sapessi cosa stava succendo, e stavo male a vederti, ma ero li perchè era giusto, perchè non potevo non esserci, ed ero forte per te, per me, un giorno poi, ti ho visto che stavi BENE, mi hai parlato mi hai detto “Gioia!” sai come fai tu? Con le sopracciglia che si alzano, la bocca che si curva in un sorriso e gli occhi che si illuminano. ecco proprio così e io mi sono accorta che la mia felicità quel giorno dipendeva da come stavi tu, che per quanto potevo esser forte per quanto ero pronta ma quelle parole con quella mimica mi hanno resa felice dentro nell’anima.
E sono tornata a casa che avevo un flusso di parole di gioia di adrenalina che diceva “Non ancora, lui è qui è ancora qui e ce la fa!!!!”
Sono venuta anche le successive volte, sono venuta sempre da te nonno, e ho visto un altro crollo…probabilmente eri proprio stanco eh?
E poi Natale, che non era Natale senza le scacciate tue e quella per me mozzarella e prosciutto perchè la tuma non mi piace.
E poi Capodanno, che non lo è stato proprio senza essere tutti insieme, ho sempre detto che finisco e inizio l’anno sempre con le stesse persone che so non mi abbandoneranno mai LA MIA FAMIGLIA, quest’anno è stato un po diverso, vero Nonnino?
E quel giorno,4 giorni fa, solo 4…..io ero li.
E io so che tu lo sai, perchè mi hai vista, mi hai riconosciuta!
Lo so perchè hai alzato le sopracciglia mi hai detto “Gioia!” di nuovo nonostante non riuscissi più a parlare, l’hai fatto senza parlare, l’hai fatto con l’espressione del volto.
Io lo so che tu mi hai vista!
E non riuscivo a dirti nulla e quindi ti ho salutato così, mandandoti baci volanti.
Dai piedi del tuo letto…ti guardavo e ti baciavo al volo, come se tanto ci saremmo rivisti di nuovo.
Ti dicevo di stare tranquillo sai? Di non preoccuparti , di stare bene e di stare sereno, ti dicevo di andare.
Sai, ho davvero provato a non piangere a fare quella forte, non so bene perchè, forse perchè piangere significa che mi sto rendendo conto di quello che sta succedendo che è già successo, ma non sono riuscita davvero.
Sono scoppiata in un pianto che sembrava essere senza fine.
Non smettevo e ti guardavo e devo essere sincera Nonno, ciò che ho in mente è il tuo “Gioia!” che pregherò all’infinito per non scordarlo mai. Non voglio scordarlo. Non voglio scordarmi la tua voce.
Non abbiamo mai litigato, Mai una volta, forse ogni tanto qualche broncetto, ma tu sei così dolce e buono che, duravano poco.
Cerco di capire cosa devo fare adesso, affrontare la realtà.
Capire che non ci sei.
Ho dei sentimenti strani delle emozioni strane sai?
Non le capisco, ma….quando ho paura, sento “Gioia!” So che anche oggi non ho dimenticato e allora va bene.

Arrivederci Nonno.
Te lo dicevo ogni volta che potevo con un abbraccio e un bacio più forte, oggi lo scrivo al vento proprio come i miei baci e so che ti arriverà.
Ti Voglio Tanto ma Tanto ma Tanto Bene Nonnino Mio.